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STORIA DEL VOLO
Fanno ormai parte della storia del volo il desiderio dell'uomo di staccare i piedi da terra e le leggende che attorno a questo desiderio sono fiorite sin dalla notte dei tempi: dall'avventuroso volo di Dedalo ed Icaro fino a Koensu, alato dio egizio. Dopo la seconda guerra mondiale, l'ingegnere italoamericano Francis Melwin Rogallo, brevettò l'ala flessibile biconica autostabile, detta appunto "ala Rogallo". Gli studi di Rogallo, tecnico dell'agenzia spaziale americana NASA, furono in prima istanza finalizzati alla realizzazione di un paracadute per l'atterraggio morbido di veicoli e satelliti di ritorno dai voli spaziali (Gemini e Apollo). L'ala fu ampiamente sperimentata, ma non fu mai utilizzata pienamente per uso militare o spaziale ed alla fine abbandonata; riuscì ugualmente ad imporsi all'attenzione degli specialisti che sperimentavano il volo a vela e si può considerare la progenitrice delle attuali vele deltaplano.

DELTAPLANO
La particolare forma del profilo genera forze aerodinamiche in grado di sostenere un peso, di planare (da qui la denominazione di deltaplano, o "glider" in inglese, dal verbo to glide, planare).Decollati da un pendio che presenti un'inclinazione ed un'esposizione ottimali al vento, si percorre la distanza che ci separa dal punto di atterraggio scendendo sempre rispetto all'aria. Il rapporto esistente tra la distanza percorsa e la differenza fra la quota di partenza e quella di arrivo definisce l'efficienza del mezzo, in pratica il grado di rendimento. Attualmente i deltaplani permettono di percorrere parecchi chilometri, circa 14, con 1000 mt di quota, l'alta maneggevolezza, consente di sfruttare le condizioni di aria ascendente per risalire rispetto al terreno. Si gareggia prevalentemente sui percorsi stabiliti da percorrere. Il deltaplano è una specialità del volo libero senza motore e prende il nome dalla forma a delta dell'attrezzo.

PARAPENDIO
Ci sono varie storie e tradizioni che attribuiscono la nascita del parapendio a diverse nazioni. Quella più comunemente accettata racconta che, nel 1978, tre paracadutisti francesi,e, allo scopo di ridurre i costi, iniziarono i primi voli dal monte Pertuiset sopra Miuessy con le loro ali da lancio tipo Parafoil e Strato Cloud. In seguito questa pratica si sviluppò ed iniziò a guadagnare adepti, data la relativa semplicità e bellezza del volo in montagna. A questo punto l'evoluzione del parapendio prese la propria strada discostandosi sempre più da quella del paracadute di lancio. Decollando da un prato la vela del parapendio doveva facilmente gonfiarsi a bassa velocità e, una volta in volo, occorreva migliorare il tasso di caduta e l'efficienza. Le prestazioni dei mezzi passavano dall'efficienza di 2-3 punti del paracadute da lancio ai 5-6 punti dei parapendio dei primi anni novanta. Poi, di anno in anno, la ricerca aerodinamica sui profili, l'eliminazione delle resistenze parassite e il paziente lavoro di collaudo, hanno portato a raggiungere sempre migliori prestazioni e sicurezza, prima sulle vele da gara e poi sui mezzi destinati al grande pubblico. Dalle gare di permanenza in volo degli anni ottanta, si è passati a quelle di distanza e velocità sui percorsi sempre più vari e impegnativi. I mezzi attuali stanno raggiungendo prestazioni tali per cui il termine di derivazione francese, "Parapendio", incomincia ad essere non più adeguato e sarebbe più opportuna la definizione inglese "Paraglider", paracadute-aliante. Infatti, al di là delle prestazioni esasperate dei record, come gli oltre 460 chilometri di distanza volati in linea retta in Sud Africa, e i più di 5000 mt di guadagno di quota, resta una sfera di possibilità di volo e divertimento aperta a chiunque che, portata la propria attrezzatura su un qualsiasi decollo, desideri semplicemente volare. E' uno sport praticato in tutto il mondo.